IL MESTIERE DELL’AUDITOR
Art.03 – ….. dagli all’auditor !!!
Il contratto con l’organizzazione fu firmato nel 2000.
L’azienda consisteva in un mollifico con struttura a conduzione famigliare e non versava in un momento favorevole di mercato.
I consulenti suggerirono all’organizzazione un primo approccio con l’organismo di certificazione attraverso un audit preliminare.
Fui incaricato di quest’audit e e credo che sarà uno di quelli che ricorderò per tutta la vita, sebbene usualmente l’audit preliminare, oggi praticamente desueto, dovrebbe essere solo un momento di confronto e di conoscenza delle reciproche parti e responsabilità in ambito di una certificazione del sistema di gestione.
Fu invece una giornata di “….. dagli all’auditor !!!” da parte dei responsabili dell’organizzazione. Qualsiasi cosa fosse detta o descritta era interpretata e vista come interferenza e intrusione dei loro affari/interessi, a volte addirittura anche nel loro ambito personale.
Il sistema di gestione per la qualità era tutto sommato in buona fase di sviluppo, ma l’organizzazione non aveva capito quanto il suo ritorno, a fronte di una corretta applicazione, avrebbe giovato e potuto apportare miglioramento alla loro società che peraltro versava in un momento di mercato non favorevole; avrebbe sicuramente consentito loro di servire meglio i propri clienti e acquisire più ordini, fatturato e margini.
Ho terminato l’audit così come lo avevo iniziato, in una contestazione dopo l’altra, sebbene per mio carattere sia molto propenso al dialogo invece che alla contrapposizione e all’imposizione; fu praticamente la mia unica volta in cui fui costretto a redigere il rapporto di audit al di fuori della sede dell’organizzazione (differentemente da quanto previsto dal regolamento dell’organismo che rappresentavo). Infatti il rapporto fu redatto dopo l’audit, ma la difficoltà maggiore fu condividerlo perché anch’esso, sebbene i contenuti fossero del tutto normali, fu visto come mancanze e lacune riferite alle persone invece che di sistema e di spunti per il miglioramento.
Successivamente fu invece l’opera di convincimento del consulente e soprattutto il cambio di responsabilità ai vertici dell’organizzazione (l’incarico di Rappresentante della Direzione fu assunto dal figlio di uno dei direttori) che cambiò radicalmente la visione del sistema.
Sebbene ancora con qualche lieve punto di debolezza l’organizzazione fu certificata agli inizi del 2001.
CHE COSA CI HA INSEGNATO QUESTO AUDIT - COSA ABBIAMO IMPARATO
Direzione consapevole e motivata è "conditio sine qua non" per l’implementazione di un sistema di gestione per la qualità (n.d.r. per qualsiasi sistema di gestione), peggio ancora se la stessa non conosce i contenuti delle norme ISO di riferimento e quindi la consapevolezza dei benefici che la corretta applicazione può portare all’organizzazione.
Può essere consapevole, anzi una buona direzione lo è quasi sempre, delle modalità organizzative, ma “lo strumento ISO 9001”, se non lo risolve completamente, certamente aiuta nello sviluppo e nelle modalità gestionali applicative e nel miglioramento dell’organizzazione stessa.
mercoledì 28 ottobre 2009
giovedì 8 ottobre 2009
IL MESTIERE DELL’AUDITOR
Art.02 – Il riconoscimento e la valenza dei Sistemi di gestione
Per dare enfasi a questo argomento che senza dubbio riveste un importanza strategica nel sistema certificativo ho ritenuto opportuno fare una piccola ricerca in merito.
Ve la propongo di seguito anticipandovi che trattasi di argomenti abbastanza tecnici e pertanto passibili di noiosità, ma vi prometto che ci rifaremo con i prossimi articoli nei quali entreremo appieno nello scopo della nostra rubrica e cioè le esperienze più disparate di audit.
La certificazione attesta che un prodotto, un processo o un servizio è conforme ad una specifica norma o ad un documento normativo. Infatti, in seguito alla avvenuta certificazione viene rilasciato un certificato e normalmente anche un diritto d'uso di un marchio.
Esistono diversi tipi di certificazione: la certificazione di prodotto o servizio, la certificazione del personale, la certificazione di sistema di gestione per qualità, ambiente,sicurezza, ecc.
La certificazione di prodotti e servizi viene attuata per mezzo di un organismo di certificazione che verifica la conformità del prodotto/servizio e per mezzo di un laboratorio, che effettua le prove di conformità.
La certificazione del personale viene attuata da organismi di certificazione che verificano la presenza delle caratteristiche (scolarità, esperienza, partecipazione a corsi specifici) del personale impiegato in particolari attività: auditor di sistemi di gestione per la qualità, addetti all'esecuzione di prove non distruttive, ispettori di saldatura.
La certificazione dei sistemi di gestione per la qualità, ambiente, sicurezza, ecc. viene attuata da organismi di certificazione che verificano la sussistenza delle caratteristiche del sistema dell'azienda, applicando uno schema di certificazione adatto al settore produttivo considerato.
In Italia esistono molteplici organismi di certificazione; buona parte di essi sono accreditati da un Ente (Sincert/Accredia) che ha la responsabilità di vigilare che i requisiti di professionalità e competenza specificati dalle norme tecniche di riferimento siano soddisfatti.
Ovviamente il valore di un certificato di conformità è certamente dato dalla serietà dell'organismo di parte terza che l'ha rilasciato, e a questo proposito gli organismi di accreditamento svolgono la loro fondamentale funzione di "autorizzazione" e vigilanza continua. Il valore della "certificazione accreditata" è un concetto con il quale il consumatore sta familiarizzando, grazie anche all'impegno in termini di sensibilizzazione e informazione degli enti e delle istituzioni competenti.
Ciò che forse tuttora non tutti conoscono è che, a ulteriore garanzia del sistema, vigono precisi accordi di mutuo riconoscimento tra gli enti di accreditamento nazionali. Questi accordi presuppongono una "sorveglianza reciproca" tra enti di accreditamento, in modo da creare quel clima di fiducia e uniformità di comportamenti necessario per il mutuo riconoscimento dei certificati. Un problema, quest'ultimo, di fondamentale importanza, nello scenario di crescente internazionalizzazione dei mercati.
Le strutture di accreditamento italiane (SIT-IMGC, SIT-IENGF, SIT-INMRI, SINAL E SINCERT, ora ACCREDIA) sono membri di EA, ILAC e IAF (per le attività di rispettiva competenza) e firmatari dei rispettivi Accordi di Mutuo Riconoscimento (MLA-Multi Lateral Agreement). Ciò garantisce il riconoscimento delle valutazioni e attestazioni di conformità accreditate da dette strutture (certificati di taratura, rapporti di prova, rapporti di ispezione, certificazioni di sistemi, prodotti e personale) sul mercato europeo e mondiale. Parallelamente, in Italia un certificato emesso da un organismo accreditato da qualsiasi organismo di accreditamento firmatario del MLA è valido quanto uno emesso dal competente Ente di accreditamento nazionale.
Gli Enti di Accreditamento membri di EA (e IAF) possono entrare a far parte degli Accordi di Mutuo Riconoscimento (MLA) solo dopo essere stati sottoposti, con esito positivo, ad una approfondita valutazione (Peer Assessment) da parte un Gruppo di Verifica Ispettiva composto da Valutatori designati da appositi Organi collegiali (i cosiddetti Comitati MLA) e scelti fra esperti inscritti in appositi elenchi ed espressi dagli stessi membri di EA (o IAF). Tale valutazione ha lo scopo di accertare che l’Organismo ispezionato operi in piena conformità alle prescrizioni delle Norme Europee (internazionali) e apposite Guide EA (IAF) applicabili. Si noti che, nel corso di tali verifiche, particolare attenzione viene rivolta all’azione di sorveglianza svolta dall’Ente valutato nei confronti dei Soggetti accreditati, in termini di accertamento del continuo rispetto delle regole, mantenimento e miglioramento della competenza e rispetto dei principi di etica professionale. La partecipazione agli Accordi MLA garantisce pertanto la competenza ed il rigore procedurale dell’Ente firmatario, nonché l’uniformità del suo modo di operare rispetto a quello degli altri Enti firmatari.
Le attestazioni di conformità (quali certificazioni di prodotti o sistemi di gestione aziendali) rilasciate da Soggetti accreditati da Enti di Accreditamento che non sono firmatari degli Accordi MLA (non essendo membri di EA e IAF e non essendosi sottoposti, con esito positivo, alle valutazioni di cui sopra), non offrono le necessarie garanzie di valore e credibilità. In tal caso, infatti, non sussiste alcuna “prova” oggettiva della competenza e serietà professionale del “sedicente” Ente di Accreditamento, che può esistere ma non è oggettivamente dimostrabile, in quanto detto Ente non è stato valutato in tal senso, nonché di quelle degli Organismi “accreditati”, che pure possono sussistere, ma che non sono dimostrabili, in quanto non vi è garanzia del loro avvenuto accertamento, sulla base di criteri univoci, accettati e condivisi in ambito internazionale.
L'imprenditore o il consumatore consapevole deve dunque sempre verificare che un determinato certificato sia stato rilasciato da un organismo accreditato da un ente firmatario degli accordi MLA. Solo in questo modo avrà la certezza che il certificato abbia un valore non solo in Italia, ma anche a livello internazionale.
Lo stesso concetto, anche se non sufficientemente enfatizzato nella suddetta ricerca, deve essere applicato anche agli auditor che saranno gli attori principali della nostra rubrica.
Un auditor certificato da un organismo accreditato e facente parte dell’MLA è senza dubbio una figura che ha maggiore valenza in termini di riconoscimento nella piramide dei sistemi di certificazione, questo comunque non presuppone che un auditor certificato sia meglio performante di un altro che non lo è.
Come potete facilmente intuire, il processo di audit è frutto di tantissime variabili che vanno ad influire sul suo buon esito; parlo di competenza dell’auditor, prima di tutto, di approccio, di comunicazione, di curiosità, di apertura mentale, di capacità di sintesi e di analisi, di trasparenza, di serietà e professionalità, ecc., ecc.
Nel prossimo articolo incominceremo finalmente a parlare delle esperienze di audit.
Art.02 – Il riconoscimento e la valenza dei Sistemi di gestione
Per dare enfasi a questo argomento che senza dubbio riveste un importanza strategica nel sistema certificativo ho ritenuto opportuno fare una piccola ricerca in merito.
Ve la propongo di seguito anticipandovi che trattasi di argomenti abbastanza tecnici e pertanto passibili di noiosità, ma vi prometto che ci rifaremo con i prossimi articoli nei quali entreremo appieno nello scopo della nostra rubrica e cioè le esperienze più disparate di audit.
La certificazione attesta che un prodotto, un processo o un servizio è conforme ad una specifica norma o ad un documento normativo. Infatti, in seguito alla avvenuta certificazione viene rilasciato un certificato e normalmente anche un diritto d'uso di un marchio.
Esistono diversi tipi di certificazione: la certificazione di prodotto o servizio, la certificazione del personale, la certificazione di sistema di gestione per qualità, ambiente,sicurezza, ecc.
La certificazione di prodotti e servizi viene attuata per mezzo di un organismo di certificazione che verifica la conformità del prodotto/servizio e per mezzo di un laboratorio, che effettua le prove di conformità.
La certificazione del personale viene attuata da organismi di certificazione che verificano la presenza delle caratteristiche (scolarità, esperienza, partecipazione a corsi specifici) del personale impiegato in particolari attività: auditor di sistemi di gestione per la qualità, addetti all'esecuzione di prove non distruttive, ispettori di saldatura.
La certificazione dei sistemi di gestione per la qualità, ambiente, sicurezza, ecc. viene attuata da organismi di certificazione che verificano la sussistenza delle caratteristiche del sistema dell'azienda, applicando uno schema di certificazione adatto al settore produttivo considerato.
In Italia esistono molteplici organismi di certificazione; buona parte di essi sono accreditati da un Ente (Sincert/Accredia) che ha la responsabilità di vigilare che i requisiti di professionalità e competenza specificati dalle norme tecniche di riferimento siano soddisfatti.
Ovviamente il valore di un certificato di conformità è certamente dato dalla serietà dell'organismo di parte terza che l'ha rilasciato, e a questo proposito gli organismi di accreditamento svolgono la loro fondamentale funzione di "autorizzazione" e vigilanza continua. Il valore della "certificazione accreditata" è un concetto con il quale il consumatore sta familiarizzando, grazie anche all'impegno in termini di sensibilizzazione e informazione degli enti e delle istituzioni competenti.
Ciò che forse tuttora non tutti conoscono è che, a ulteriore garanzia del sistema, vigono precisi accordi di mutuo riconoscimento tra gli enti di accreditamento nazionali. Questi accordi presuppongono una "sorveglianza reciproca" tra enti di accreditamento, in modo da creare quel clima di fiducia e uniformità di comportamenti necessario per il mutuo riconoscimento dei certificati. Un problema, quest'ultimo, di fondamentale importanza, nello scenario di crescente internazionalizzazione dei mercati.
Le strutture di accreditamento italiane (SIT-IMGC, SIT-IENGF, SIT-INMRI, SINAL E SINCERT, ora ACCREDIA) sono membri di EA, ILAC e IAF (per le attività di rispettiva competenza) e firmatari dei rispettivi Accordi di Mutuo Riconoscimento (MLA-Multi Lateral Agreement). Ciò garantisce il riconoscimento delle valutazioni e attestazioni di conformità accreditate da dette strutture (certificati di taratura, rapporti di prova, rapporti di ispezione, certificazioni di sistemi, prodotti e personale) sul mercato europeo e mondiale. Parallelamente, in Italia un certificato emesso da un organismo accreditato da qualsiasi organismo di accreditamento firmatario del MLA è valido quanto uno emesso dal competente Ente di accreditamento nazionale.
Gli Enti di Accreditamento membri di EA (e IAF) possono entrare a far parte degli Accordi di Mutuo Riconoscimento (MLA) solo dopo essere stati sottoposti, con esito positivo, ad una approfondita valutazione (Peer Assessment) da parte un Gruppo di Verifica Ispettiva composto da Valutatori designati da appositi Organi collegiali (i cosiddetti Comitati MLA) e scelti fra esperti inscritti in appositi elenchi ed espressi dagli stessi membri di EA (o IAF). Tale valutazione ha lo scopo di accertare che l’Organismo ispezionato operi in piena conformità alle prescrizioni delle Norme Europee (internazionali) e apposite Guide EA (IAF) applicabili. Si noti che, nel corso di tali verifiche, particolare attenzione viene rivolta all’azione di sorveglianza svolta dall’Ente valutato nei confronti dei Soggetti accreditati, in termini di accertamento del continuo rispetto delle regole, mantenimento e miglioramento della competenza e rispetto dei principi di etica professionale. La partecipazione agli Accordi MLA garantisce pertanto la competenza ed il rigore procedurale dell’Ente firmatario, nonché l’uniformità del suo modo di operare rispetto a quello degli altri Enti firmatari.
Le attestazioni di conformità (quali certificazioni di prodotti o sistemi di gestione aziendali) rilasciate da Soggetti accreditati da Enti di Accreditamento che non sono firmatari degli Accordi MLA (non essendo membri di EA e IAF e non essendosi sottoposti, con esito positivo, alle valutazioni di cui sopra), non offrono le necessarie garanzie di valore e credibilità. In tal caso, infatti, non sussiste alcuna “prova” oggettiva della competenza e serietà professionale del “sedicente” Ente di Accreditamento, che può esistere ma non è oggettivamente dimostrabile, in quanto detto Ente non è stato valutato in tal senso, nonché di quelle degli Organismi “accreditati”, che pure possono sussistere, ma che non sono dimostrabili, in quanto non vi è garanzia del loro avvenuto accertamento, sulla base di criteri univoci, accettati e condivisi in ambito internazionale.
L'imprenditore o il consumatore consapevole deve dunque sempre verificare che un determinato certificato sia stato rilasciato da un organismo accreditato da un ente firmatario degli accordi MLA. Solo in questo modo avrà la certezza che il certificato abbia un valore non solo in Italia, ma anche a livello internazionale.
Lo stesso concetto, anche se non sufficientemente enfatizzato nella suddetta ricerca, deve essere applicato anche agli auditor che saranno gli attori principali della nostra rubrica.
Un auditor certificato da un organismo accreditato e facente parte dell’MLA è senza dubbio una figura che ha maggiore valenza in termini di riconoscimento nella piramide dei sistemi di certificazione, questo comunque non presuppone che un auditor certificato sia meglio performante di un altro che non lo è.
Come potete facilmente intuire, il processo di audit è frutto di tantissime variabili che vanno ad influire sul suo buon esito; parlo di competenza dell’auditor, prima di tutto, di approccio, di comunicazione, di curiosità, di apertura mentale, di capacità di sintesi e di analisi, di trasparenza, di serietà e professionalità, ecc., ecc.
Nel prossimo articolo incominceremo finalmente a parlare delle esperienze di audit.
giovedì 24 settembre 2009
IL MESTIERE DELL'AUDITOR
Art.01 – Sistemi di gestione e certificazione
“Sono un auditor di sistemi di gestione e vi voglio raccontare le mie esperienze”
“Ok, Ok, ….. frena un attimo amico, ma cosa stai dicendo?”
“Che cosa sei?”
“Che cosa è che vuoi raccontare?”
Potrebbe simpaticamente iniziare in questo modo il mio articolo, ma forse è meglio cominciare più semplicemente introducendo i concetti che vorrei proporre in questa nuova rubrica, in questa serie di appuntamenti che spero incontrino il vostro interesse .
Vi racconterò momenti particolari, situazioni interessanti, belle, ma perché no, anche brutte, circa il mestiere che più o meno intensamente, svolgo da circa 27 anni: l’auditor di sistemi di gestione.
Parlando con il mio caro collega Antonio, è scaturita l’idea che condivido appieno e riporto pari pari “ Proporre storie di uomini/donne che giornalmente lavorano, faticano, si ingegnano e danno un contributo importantissimo al nostro paese. Certo probabilmente non parleremo di grandi aziende e grandi manager, di questi autorevoli personaggi ne sono pieni i giornali e spesso, pontificano a destra e a manca come se fossero i padroni del mondo di argomenti che forse non gli competono, ma credo, crediamo, siano più interessanti e vere le storie di quei piccoli imprenditori che nel “silenzio” della loro quotidianità lottano per sviluppare la propria azienda, persone “senza volto” che con la tua rubrica cercheremo di far conoscere e che sicuramente sono più vicine e “dentro la realtà” di molte altre”.
Ebbene eccoci all’inizio della storia: i sistemi di gestione.
I sistemi di gestione per la qualità, ambiente e sicurezza, comunemente riferibili a normative quali rispettivamente le ISO 9001, ISO 14001, BS OHSAS 18001 (le più note) sono ormai acquisti, i contenuti sono conosciuti e assodati, ma la mia speranza è che la rubrica la legga l’utente più disparato e quindi vorrei proprio spendere qualche parola di chiarimento e di contestualizzazione dell’argomento che tratterò.
Sistema di gestione (sia esso per la qualità, ambiente, sicurezza, ecc.) significa letteralmente :
Insieme di elementi correlati o interagenti per stabilire politica e obiettivi e per conseguire tali obiettivi.
In parole più semplici, una serie di attività utili ad una corretta gestione di una organizzazione affinchè sia sul mercato e ci rimanga possibilmente in modo profittevole.
Tutte le organizzazioni che sono sul mercato e continuano nel tempo ad esserci hanno più meno esplicitamente demarcato un sistema di gestione, è sempre stato così e sempre lo sarà.
Con l’avvento degli anni 80, soprattutto relativamente ai sistemi di gestione per la qualità, tale sistema è stato enfatizzato attraverso l’emissione di normative internazionali di riferimento accessibili e perseguibili da ogni tipologia di organizzazione.
Parlo, ad esempio, delle ISO 9001 emesse nel 1987 dall’International Standardization of Organzation e il loro grande successo nel mondo, in principio soprattutto nella parte occidentale, fu proprio il fatto che furono prese a riferimento quali requisiti di qualità dell’azienda, ma prima ancora di buona organizzazione, perché è proprio di questo che la norma parla. Per dare evidenza che i suoi principi venivano correttamente applicati nacque l’esigenza che qualcuno, né cliente, nè fornitore, lo attestasse, lo certificasse.
Nacquero e si moltiplicarono da quegli anni gli Enti Terzi di Certificazione dei Sistemi di Gestione che per svolgere il loro ruolo ed emettere il CERTIFICATO ebbero la necessità di utilizzare persone adeguate e qualificate a valutare le organizzazioni all’applicazione e rispetto dei requisiti della norma di riferimento: si rese quindi necessaria una nuova figura: l’auditor dei sistemi di gestione.
Nel prossimo articolo parleremo della valenza della certificazione e del suo accreditamento.
Art.01 – Sistemi di gestione e certificazione
“Sono un auditor di sistemi di gestione e vi voglio raccontare le mie esperienze”
“Ok, Ok, ….. frena un attimo amico, ma cosa stai dicendo?”
“Che cosa sei?”
“Che cosa è che vuoi raccontare?”
Potrebbe simpaticamente iniziare in questo modo il mio articolo, ma forse è meglio cominciare più semplicemente introducendo i concetti che vorrei proporre in questa nuova rubrica, in questa serie di appuntamenti che spero incontrino il vostro interesse .
Vi racconterò momenti particolari, situazioni interessanti, belle, ma perché no, anche brutte, circa il mestiere che più o meno intensamente, svolgo da circa 27 anni: l’auditor di sistemi di gestione.
Parlando con il mio caro collega Antonio, è scaturita l’idea che condivido appieno e riporto pari pari “ Proporre storie di uomini/donne che giornalmente lavorano, faticano, si ingegnano e danno un contributo importantissimo al nostro paese. Certo probabilmente non parleremo di grandi aziende e grandi manager, di questi autorevoli personaggi ne sono pieni i giornali e spesso, pontificano a destra e a manca come se fossero i padroni del mondo di argomenti che forse non gli competono, ma credo, crediamo, siano più interessanti e vere le storie di quei piccoli imprenditori che nel “silenzio” della loro quotidianità lottano per sviluppare la propria azienda, persone “senza volto” che con la tua rubrica cercheremo di far conoscere e che sicuramente sono più vicine e “dentro la realtà” di molte altre”.
Ebbene eccoci all’inizio della storia: i sistemi di gestione.
I sistemi di gestione per la qualità, ambiente e sicurezza, comunemente riferibili a normative quali rispettivamente le ISO 9001, ISO 14001, BS OHSAS 18001 (le più note) sono ormai acquisti, i contenuti sono conosciuti e assodati, ma la mia speranza è che la rubrica la legga l’utente più disparato e quindi vorrei proprio spendere qualche parola di chiarimento e di contestualizzazione dell’argomento che tratterò.
Sistema di gestione (sia esso per la qualità, ambiente, sicurezza, ecc.) significa letteralmente :
Insieme di elementi correlati o interagenti per stabilire politica e obiettivi e per conseguire tali obiettivi.
In parole più semplici, una serie di attività utili ad una corretta gestione di una organizzazione affinchè sia sul mercato e ci rimanga possibilmente in modo profittevole.
Tutte le organizzazioni che sono sul mercato e continuano nel tempo ad esserci hanno più meno esplicitamente demarcato un sistema di gestione, è sempre stato così e sempre lo sarà.
Con l’avvento degli anni 80, soprattutto relativamente ai sistemi di gestione per la qualità, tale sistema è stato enfatizzato attraverso l’emissione di normative internazionali di riferimento accessibili e perseguibili da ogni tipologia di organizzazione.
Parlo, ad esempio, delle ISO 9001 emesse nel 1987 dall’International Standardization of Organzation e il loro grande successo nel mondo, in principio soprattutto nella parte occidentale, fu proprio il fatto che furono prese a riferimento quali requisiti di qualità dell’azienda, ma prima ancora di buona organizzazione, perché è proprio di questo che la norma parla. Per dare evidenza che i suoi principi venivano correttamente applicati nacque l’esigenza che qualcuno, né cliente, nè fornitore, lo attestasse, lo certificasse.
Nacquero e si moltiplicarono da quegli anni gli Enti Terzi di Certificazione dei Sistemi di Gestione che per svolgere il loro ruolo ed emettere il CERTIFICATO ebbero la necessità di utilizzare persone adeguate e qualificate a valutare le organizzazioni all’applicazione e rispetto dei requisiti della norma di riferimento: si rese quindi necessaria una nuova figura: l’auditor dei sistemi di gestione.
Nel prossimo articolo parleremo della valenza della certificazione e del suo accreditamento.
domenica 6 settembre 2009
IL MESTIERE DEL'AUDITOR
Art.00 - Premessa
Da tempo mi frulla un’idea bizzarra in testa, divulgare e condividere con altri il lavoro dell’auditor, preparare una serie di articoli basati sul lavoro del valutatore di sistemi di gestione, oggi più correttamente denominato auditor.
La rubrica, se così possiamo definirla, mi piacerebbe fosse intitolata “il mestiere dell’auditor” o “qui auditor” o qualcosa di similare.
Sebbene presumo sia ormai noto a tutti, inizierei con lo spiegare che cosa è un sistema di gestione, la certificazione e le modalità di valutazione dei sistemi. Pochi e concisi articoli, magari anche uno solo, per introdurre successivamente quello che ritengo possa essere il vero scopo/contenuto della rubrica.
Casi interessanti e vissuti di audit, con particolare problematiche occorse e soprattutto con “esperienze di vita” che il lavoro dell’auditor può insegnare”.
Concluderei infatti i vari articoli con: “che cosa ci ha insegnato questo audit”, “cosa abbiamo imparato”.
Sono veramente convinto che il rapporto con le persone/aziende e/o i casi particolari di situazioni/organizzazioni possano sempre celare ottimi spunti di riflessione; chi più di noi auditor può avere accesso a tali esperienze?
Avrei altresì intenzione di coinvolgere nel mio progetto anche colleghi che effettuano il mio lavoro affinchè anche loro possano portare la loro esperienza; aziende certificate, solo in Italia, ce ne sono più di 150.000, considerando che mediamente ricevono un audit all’anno, pensate quali e quante possano essere oggetto di interessanti esperienze.
Ovviamente chiederei autorizzazione alle aziende interessate per poter scrivere articoli su di loro, ma credo che per questo aspetto non ci siano problemi.
Sarebbe bello, se tutto procedesse bene, arrivare alla fine ad avere materiale sufficiente per pubblicare anche un opuscolo e/o un vero diario di esperienze vissute.
Ecco quello che potrebbe essere una prima bozza di elenco di articoli da pubblicare:
Premessa
- Sistemi di gestione e certificazione
- Valenza della certificazione e del suo accreditamento
- Audit, auditor e certificazione del personale
Esperienze di audit
- I violini della Maiella e i fili di sutura
- Valentino e il suo team vincente (non solo in moto GP)
- La qualità fa bene alle mucche
- Una famiglia in cantina
- .....
Auspico che la rubrica possa continuare il più a lungo possibile attraverso la collaborazione fattiva e il concreto aiuto di colleghi e amici.
Art.00 - Premessa
Da tempo mi frulla un’idea bizzarra in testa, divulgare e condividere con altri il lavoro dell’auditor, preparare una serie di articoli basati sul lavoro del valutatore di sistemi di gestione, oggi più correttamente denominato auditor.
La rubrica, se così possiamo definirla, mi piacerebbe fosse intitolata “il mestiere dell’auditor” o “qui auditor” o qualcosa di similare.
Sebbene presumo sia ormai noto a tutti, inizierei con lo spiegare che cosa è un sistema di gestione, la certificazione e le modalità di valutazione dei sistemi. Pochi e concisi articoli, magari anche uno solo, per introdurre successivamente quello che ritengo possa essere il vero scopo/contenuto della rubrica.
Casi interessanti e vissuti di audit, con particolare problematiche occorse e soprattutto con “esperienze di vita” che il lavoro dell’auditor può insegnare”.
Concluderei infatti i vari articoli con: “che cosa ci ha insegnato questo audit”, “cosa abbiamo imparato”.
Sono veramente convinto che il rapporto con le persone/aziende e/o i casi particolari di situazioni/organizzazioni possano sempre celare ottimi spunti di riflessione; chi più di noi auditor può avere accesso a tali esperienze?
Avrei altresì intenzione di coinvolgere nel mio progetto anche colleghi che effettuano il mio lavoro affinchè anche loro possano portare la loro esperienza; aziende certificate, solo in Italia, ce ne sono più di 150.000, considerando che mediamente ricevono un audit all’anno, pensate quali e quante possano essere oggetto di interessanti esperienze.
Ovviamente chiederei autorizzazione alle aziende interessate per poter scrivere articoli su di loro, ma credo che per questo aspetto non ci siano problemi.
Sarebbe bello, se tutto procedesse bene, arrivare alla fine ad avere materiale sufficiente per pubblicare anche un opuscolo e/o un vero diario di esperienze vissute.
Ecco quello che potrebbe essere una prima bozza di elenco di articoli da pubblicare:
Premessa
- Sistemi di gestione e certificazione
- Valenza della certificazione e del suo accreditamento
- Audit, auditor e certificazione del personale
Esperienze di audit
- I violini della Maiella e i fili di sutura
- Valentino e il suo team vincente (non solo in moto GP)
- La qualità fa bene alle mucche
- Una famiglia in cantina
- .....
Auspico che la rubrica possa continuare il più a lungo possibile attraverso la collaborazione fattiva e il concreto aiuto di colleghi e amici.
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